
Martedì 8 Novembre il governo viene "virtualmente" battuto sul rendiconto economico, dopo avere perso altri "pezzi" nei giorni precedenti.
Raggiunge quota 308 approvando il documento, ma con 321 non votanti e un astenuto.
Ormai il re è nudo, abbandonato pure dalla "showgirl" Carlucci, e se pure un deputato PdL che avrebbe votato "Sì" preferisce andare in bagno piuttosto che salvare Berlusconi (probabilmente una scusa per cercare di non essere incluso nella lista dei "traditori") significa proprio che i "topi" (o le "tope" per non discriminare) stanno abbandonando la nave che affonda.
Ora resterà da capire se il piduista rimarrà paranoicamente avvinghiato alla sua cadrega, come Nerone che osservava Roma bruciare, o se per una volta interverrà (finalmente) il Presidente Napolitano staccando la spina a questa agonia dell'Italia.
Naturalmente la conseguenza non dovranno essere governi "tecnici" inciuciati ma elezioni subito, anche se Ue e Bce vorranno qualcuno che applichi la loro ricetta di "lacrime e sangue" e che scarichi la loro crisi sulle classi lavoratrici.
Nella speranza di una Sinistra vera e di comunisti che facciano opposizione, respingano il debito al mittente e lottino tra la gente, rifiutando di governare con chi sta dalla parte delle banche e degli industriali per prendere il posto in Parlamento.