domenica 12 dicembre 2010

Quando l'uomo nero è innocente

Giusto una settimana fa si apriva sui giornali e sui mass-media la "bomba" dell'arresto del marocchino Mohammed Fikri nell'indagine sulla scomparsa di Yara Gambirasio.
Immediatamente i forcaioli leghisti si sono messi all'opera per portare a ebollizione quella pista così gradita ai razzisti padani.
Dalle colonne de "La Padania", alle dichiarazioni del presidente dei Volontari Verdi (che non sono un'allegra compagnia di ambientalisti) Efrem Belussi (http://www.youtube.com/watch?v=e1IJID5kM3U), fino ai cartelli espliciti esposti a Brembate Sopra hanno fatto tutto il possibile per crocifiggere mediaticamente e moralmente il muratore marocchino che si spaccava la schiena nei cantieri, sudando e avendo più difficoltà probabilmente dei leghisti che siedono a "Roma ladrona".
Rimane il fatto che dopo tutto il polverone che è stato alzato, al momento della scarcerazione i leghisti sono rimasti zitti, proprio perchè con le eventuali scuse avrebbero perso credibilità quindi meglio far calmare le acque per uscire a tempo debito con la prossima crociata anti-islamica o anti-immigrati.
Ma nonostante questo, migliaia di persone si lasceranno ancora attrarre dalle parole che la Lega rivolge alla loro pancia, mentre ingrassa la sua di pancia nelle varie poltrone che occupa.

martedì 7 settembre 2010

Tutti contro Berlusconi, pochi contro il Berlusconismo

Giorno dopo giorno le elezioni sembrano sempre più probabili, e sembra di assistere all'allestimento di una nuova crociata anti-Berlusconi.
Pd che propone aperture all'Udc (a cui diedero una mano a eleggere Vietti al Csm..), al neonato Futuro e Libertà finiano, un "fronte ampio" che partirebbe da Fini e si vorrebbe esteso fino alla FdS. Un "Cln" antiberlusconiano che (se realizzato) sarebbe una riedizione, ancora peggiore, dell'Unione.
Critico da sinistra questo progetto, oltre per il fatto di essere composto da un'allegra ammucchiata che va da mafiosi a ex(?)-fascisti, avrà sicuramente come obiettivo solo la caduta di Berlusconi e non invece il completo scardinamento del suo sistema, che anzi con gli anni ha contagiato anche a sinistra.
Berlusconi è solo una "testa", una pedina, e prima di cadere ha avuto a disposizione ben 16 anni per inquinare la politica, la democrazia, e la cultura degli italiani. Lo confermano i casi di corruzione o di "protezione" della casta venuti fuori pure nel centro-sinistra, e lo conferma la mancata risoluzione del conflitto d'interessi durante gli anni dei governi di centro-sinistra.
Porre tra i candidati Vendola, che dopo aver spaccato un partito e abbandonato un'altro, vorrebbe lasciare la Presidenza della Regione Puglia per rincorrere la leadership del centro-sinistra.
Fare un'alleanza con questa ciurma e con una dirigenza Pd che apre a destra e arriva a difendere mafiosi come Schifani e Dell'Utri?
Pur di fare un governo (sempre che poi l'altro schieramento dovesse perdere) sembrano essere disposti ad allearsi con chiunque, e della purtroppo residuale sinistra si ricordano quando devono conquistare le leve del potere. Come ci si può poi dimenticare dell'atteggiamento del Pd nella vicenda Fiat, dove la Fiom è stata scaricata in favore dei padroni.
Vedremo come si evolverà la situazione, ma se le cose rimangono così, meglio dimostrare coerenza e cercare di unire la sinistra di alternativa anzichè intrupparci in questa nuova crociata antiberlusconiana. Meglio ricostruire dal basso in concreto (come si sta anche facendo) che cercare a tutti i costi una rappresentanza parlamentare.










giovedì 22 luglio 2010

Pomigliano. Nel Referendum-farsa riscossa Fiom, 36% i No al Contratto-bidone. E la Fiat rilancia la repressione con 5 delegati licenziati.

Alla fine il “dittatoriale” Marchionne non ce l’ha fatta. Nel clamoroso referendum sull’accordo dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, nel quale veniva palesemente fatta tabula rasa di diritti costituzionali e dello Statuto dei Lavoratori, il 22 giugno il fronte del No ha raggiunto quota 36% trovando spiazzata la dirigenza torinese.
I lavoratori che hanno votato senza lasciarsi intimidire dagli scagnozzi Fiat o convincere dagli scodinzolii di Cisl e Uil hanno dato un segnale forte (confortato anche dalla solidarietà degli operai polacchi) : “I diritti non si toccano, siamo lavoratori con dignità e non schiavi!”.
Nonostante gli pseudo-sindacalisti Cisl-Uil si dicano soddisfatti della decisione della Fiat di proseguire la produzione nel sito campano (cè da dire fino a quando, e in che condizioni di trattamento, vedi ferie, malattie e straordinari…), l’azienda torinese ha “lavorato” di repressione per cominciare a “pulire” l’azienda da delegati scomodi. In poche settimane sono già 5 i delegati sindacali a cui è arrivata la “lettera”. Pino Capozzi, delegato Fiom di Mirafiori cacciato per “uso sindacale dell’e-mail aziendale”, aveva inviato mail contenenti la lettera di solidarietà degli operai Fiat polacchi, altri tre operai di Melfi licenziati per “aver ostacolato un carrello robotizzato durante un corteo interno” (in parole povere cercavano legittimamente di bloccare completamente la produzione durante lo sciopero), e l’ultimo caso è quello di un operaio dei Cobas “accusato” di aver partecipato al presidio davanti al sito di Pomigliano.
Naturalmente, se dalla Fiom e dai Sindacadi di base arrivano attestati di solidarietà e intenti di lotta per contrastare la repressione brutale messa in atto dalla dirigenza Fiat, dal Pd si lanciano non precisati appelli “al dialogo”. Che dialgo ci può essere con chi fa pagare la crisi ai lavoratori e per di più se questi accennano a difendere dei loro sacrosanti diritti li mette al muro? Va soltanto fatto un rongraziamento alla lotta in cui si stanno spendendo i sindacalisti Fiom e di Base, nel momento in cui i soliti Cisl e Uil pensano ad assicurarsi le “briciole” del dobermann Marchionne sulla pelle degli operai.